Crescita personale

Tennis: sembriamo tutte persone normali prima di mettere piede su quel campo

Uno scarto a destra.

Le gambe che si piegano leggermente e trovano la loro stabilità ancorandosi alla terra; una torsione del busto, poi il braccio destro si muove in avanti, usufruendo della spinta del corpo, come se fosse animato da volontà proprie.

Il tennis: due “dritte”sul movimento del corpo

Nella maggior parte dei casi è il dritto il colpo vincente del tennis e il braccio che ne compie lo svolgimento è il motore di tutto il corpo, la parte fondamentale: la racchetta, col tempo, non diventerà altro che un prolungamento di quel braccio.

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Le gambe devono scattare a destra, a sinistra, di lato e in avanti: le suole delle scarpe scivolano sulla terra rossa, insanguinandone le stringhe e le calze.

La schiena è dolorante a causa di movimenti tanto asimmetrici e il cuore impazzisce minuto dopo minuto, ma non hai il tempo di curartene: nel tennis tutto ciò che è dolore ha senso di essere assaporato.
Con il tempo, comunque, ci si fa l’abitudine a questo.
Il dolore è una costante nel tennis: è la parte che non può mancare in questo sport.

Il dolore fisico ti mantiene vigile, attento ad ogni errore che non puoi permetterti di commettere.

L’occhio è sempre puntato su quella pallina gialla, perchè sai che l’unica cosa che conta davvero è far in modo che superi la rete e atterri all’interno del rettangolo segnato dalle righe bianche, che delimita anche il campo del tuo avversario.

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Giocare a tennis: ogni punto conta

Il tennis è uno sport meschino.
Chi lo pratica, lo sa.

Chi lo pratica, ormai ci è abituato.

Chi pratica questo sport ha imparato a sue spese quanto caro possa costare ogni errore compiuto: ogni giocatore sa che il punteggio è l’unica cosa che tiene la mente ben ancorata alla partita che sta giocando, e quindi all’obbiettivo da raggiungere: vincere.

Ogni punto conta. Ogni errore conta.
Lo capisci quando sei sul 40 pari.
In quel momento apprendi un mantra che devi tenere bene a mente per tutta la partita.

Ogni punto conta.

Questo è il tennis.

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Il tennis: lo sport del diavolo

Giocare a tennis rappresenta una sfida continua.

Prima di iniziare a praticarlo avevo sentito molti pareri discordanti a riguardo: alcuni lo denigravano, definendolo uno “sport per gente ricca e snob“, mentre altri lo chiamano “lo sport del diavolo“.

Una volta iniziata la mia modesta carriera agonistica mi sono resa conto che i primi che ne avevano sparlato non potevano che essere inesperti del settore, persone che non sapevano neanche di che forma fosse la pallina; i secondi, che gli avevano dato quel soprannome, non potevano essere altro che tennisti, più o meno esperti.

Non esiste soprannome più azzeccato per questo sport, così come non esiste un modo felice e sereno di viverlo.

Andando avanti, man mano che la mia modesta carriera agonistica proseguiva, mi resi conto di una cosa che è bene cercare di capire fin dalle prime partite.

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Se vuoi giocare a tennis devi capire chi è il vero avversario

Non è l’avversario che ti trovi di fronte dall’altra parte del campo.

Quello è il tuo avversario, certo. Sulla carta c’è scritto così.
Ma non è lui il più grande problema che incontrerai su quel campo.

Il vero problema non risiede nell’avversario dall’altra parte: il vero dilemma non è la sua enorme grinta o la sua velocità di gambe o la sua resistenza.

Se vuoi trovare il vero avversario da affrontare e il vero limite da superare non devi fare altro che dare un’occhiata alla tua immagine riflessa nello specchio, perchè solo tu puoi essere il peggior nemico di te stesso.

La tua mente sarà il tuo limite più grande su quel campo.
O la tua benedizione.

La mente ti permette di muovere i piedi, di resistere alle provocazioni di un avversario molesto e di lottare fino alla stretta di mano.

Questa continua lotta contro te stesso ti porta ad odiare questo sport fino a lanciare la racchetta contro la rete dalla frustrazione, ma, allo stesso tempo, l’amore per questa continua sfida ti impedisce di abbandonare il campo.

Una volta iniziato a giocare la voglia di vincere si impossessa di te e spinge ogni lato negativo del tuo carattere fino al limite estremo.

In effetti, sembriamo tutte persone molto normali e posate… poco prima di mettere piede su quel campo.

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Martina Vaggi

Photo credit: Pixabay e Pexels

4 pensieri riguardo “Tennis: sembriamo tutte persone normali prima di mettere piede su quel campo

  1. Martina complimenti, sono molto colpito da quanto hai scritto. Trovo il pezzo bellissimo, lo sento molto a ” mia misura” e mi viene ancora più voglia di tornare in campo. Grazie!

  2. Complimenti Martina hai trasformato perfettamente in parole le sensazioni di chiunque giochi una partita di tennis!👏🏻👏🏻👏🏻
    L’unica cosa con cui non sono d’accordo è che il braccio sia il motore del corpo,secondo me è il contrario,ma cambia poco…quello che conta in questo caso sono le sensazioni che sei riuscita a trasmettere😜

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