Letture e recensioni

Dylan Dog: 5 motivi per cui i fumetti aiutano a superare il blocco del lettore

“C’è chi dice che la vita di tutti è soltanto un sogno”

Dylan Dog, albo 7.

Ti corichi sul letto. Accendi la luce.
Quella che hai preso apposta per leggere (sì, esatto: proprio quella che si pinza alle pagine del libro e ti illumina la stanza a giorno).

Guardi l’ora sul telefono: è passata da poco la mezzanotte.
Ci siamo: è l’ora giusta per leggere.

Prendi il tuo libro dal comodino, te lo porti in grembo, lo apri e inizi.
Leggi una riga. Poi la rileggi di nuovo.
Poi di nuovo.

Niente da fare.
La mente non ti ascolta. La mente vaga per i fatti suoi.

Di leggere proprio non se ne parla.

Questo è il cosiddetto “blocco del lettore“.

Succede anche a voi?

Blocco del lettore

Blocco del lettore: troppe distrazioni che… distraggono

Ricordo che quando avevo tredici anni un libro di duecento pagine lo facevo durare sì e no due giorni. A quell’età avevo la passione per i libri sui disturbi alimentari, ospedali psichiatrici e vampiri.

Argomenti molto vivaci e felici, insomma.
Però, almeno, leggevo. E anche tanto.

Un tempo leggevo ovunque.
Su una panchina in mezzo ad un parco, sul treno che mi portava all’università: in macchina, nelle sale di attesa prima di sottopormi ad una visita.
Ovunque.

Sono andata avanti così per un po’, fino a quando non ho iniziato a… perdermi.
A distrarmi.
Oggi faccio fatica a leggere sul letto, sul divano, all’aria aperta.
Un po’ come se fossi in un periodo di blocco del lettore perenne.

A sottolineare il fatto che non è tanto la location che stimola: come sempre, la spinta deve venire da dentro di noi.

Forse è stato con l’inizio dell’Università: avevo dei mattoni da più di mille pagine da studiare e intere collane di classici da leggere (ho studiato Lettere n.d.r.).

Forse è stata colpa dell’avvento dei Social Network, di questa vita frenetica, della nostra sempre più abituale abilità al multitasking.

Blocco del lettore

Forse sono questi mille pensieri che tengono un occhio sullo schermo del cellulare e uno sul film in prima serata, mentre le dita si muovono velocemente sulla tastiera del computer.

Il tutto, mentre in sottofondo, dagli auricolari passa la musica di Frank Sinatra.
Ok, forse tirare in ballo Frank è un po’ troppo, ora.

Comunque, questo fantomatico “blocco del lettore” esiste e io lo sto vivendo ad intermittenza da anni ormai.

Alcuni dicono che per combatterlo serva leggere gli eBook, altri sostengono che sia sufficiente spegnere la tv per non avere distrazioni dalla lettura, mentre altri ancora suggeriscono di leggere più libri alla volta.

Io non so quali di questi suggerimenti vada bene per voi.
Posso raccontarvi come ho fatto io a superare il blocco del lettore.
Posso dirvi cosa è successo a me.

Un giorno, ho conosciuto Dylan Dog.

Blocco del lettore

Il mio metodo di indagine è di scartare tutte le ipotesi possibili. […] Ciò che resta è molto più divertente, e guarda caso è il mio mestiere: l’incubo.

Dylan Dog, albo 1

Dylan Dog: l’incontro con questo magnifico fumetto

Due anni fa, a metà settembre, mi trovavo a bordo di una nave diretta verso la Sardegna.

Ero in viaggio con il mio fidanzato, nella nostra prima vacanza insieme.
Stavo girovagando per la nave, quando mi sono infilata per per caso in un negozietto che vendeva un po’ di tutto: c’erano gioielli, profumi, giornali…

E quelli?

Mi sono avvicinata furtivamente a quell’angolino di editoria che non avevo mai visto così da vicino.

Erano fumetti. Dylan Dog, per la precisione.
Fu lì che ne presi uno, giusto per provare.
Era uno dei primi numeri, uno di quelli che non riesci a trovare nemmeno se ti ci impegni.

(Su Amazon, però, ho trovato la ristampa dei n. 16 e 17. Lo trovate qui.)

Poco dopo ero tornata alla mia poltrona, completamente immersa in quella che per me all’epoca era una nuova e particolare lettura.

Ovviamente, già conoscevo Dylan Dog, o meglio: conoscevo il suo nome.
Lo avevo già sentito e risentito nominare.
Conoscevo molto bene l’argomento “Vampiri/zombie/morti viventi”, perché mi aveva sempre appassionato, fin dalla prima volta in cui lessi “Dracula” di Bram Stoker.

Il fumetto: pillole di storia sul medium

Il fumetto è un media che spazia fra diversi generi letterari, dedicato sia ai ragazzi sia agli adulti.
Il termine italiano si riferisce a questa “nuvoletta” (in inglese definita “balloon“), usata all’interno delle immagini per racchiudere i dialoghi tra i personaggi.

Blocco del lettore

Il fumetto, infatti, può essere definito come un testo costituito principalmente da immagini e parole, che ne costruiscono la narrazione.

In USA e Inghilterra i termini con cui è indicato sono “comics” o “comic books“: in Giappone è conosciuto sotto il nome di “manga” che significa “immagini in movimento“.

L’origine del genere

Diffusosi nel novecento, l’America vide la nascita del comic book a cavallo fra le due guerre mondiali: qui apparvero le prime storie a puntate con la comparsa di diversi personaggi.
Tra questi, quelli destinati a divenire i più noti (come Superman e Batman), comparvero per la prima volta su riviste contenitore (“Action comics“, ad esempio): era editorialmente ancora troppo rischioso pubblicare dei singoli albi.

In Europa il fumetto fece il suo esordio su periodici come il “Corriere dei piccoli“, dove ebbe molto successo. Nelle trincee veniva letto dai soldati, grazie alla circolazione di giornali dedicati proprio a loro.
Fu nel secondo dopoguerra che comparvero gli albi nel formato Bonelli, per il genere giallo, generando personaggi divenuti poi molto noti, come: Diabolik, Zagor e Tex.

Blocco del lettore

In Giappone il fumetto è principalmente concepito come un romanzo a puntate e ha un vasto pubblico di lettori sul quale può contare, a differenza dell’Italia, dove il genere è ritenuto forse di basso valore artistico.

Dylan Dog: storia e curiosità del cult del fumetto italiano

Come dicevo prima, Dylan Dog è stato il mio primo amore.
Ho adorato questo fumetto fin da subito, sia per il genere horror (vampiri, fantasmi, maledizioni, mostri) sia per il personaggio e per il modo in cui è strutturato.

Successivamente ho avuto modo di leggere anche Zagor, che ho trovato altrettanto interessante.

Ma torniamo a parlare di Dylan Dog, del quale vorrei ora indagare le sue origini.

Il personaggio

Ho una mezza idea di cambiare mestiere… 

Dylan Dog, albo 56

Il personaggio è stato creato da Tiziano Sclavi ed elaborato graficamente da Claudio Villa e ha dato il via all’omonima serie horror, edita per la prima volta nel 1986 dalla Daim Press, poi divenuta la Sergio Bonelli Editore.

L’incredibile successo della serie lo ha reso uno dei fumetti italiani più venduti, tradotto e pubblicato anche all’estero.
Nel 2010 è stato diretto anche un film omonimo, ispirato deliberatamente al personaggio.

Il nome Dylan Dog

Per il nome, Sclavi pensò a Dylan in onore di Dylan Thomas (poeta, scrittore e drammaturgo gallese): il cognome, invece, deriva dal titolo di un libro di Mickey Spillane (“Dog figlio di“) che l’autore vide un giorno in una libreria.

L’ambientazione

Inizialmente la serie avrebbe dovuto ambientarsi in America, con un Dylan Dog in veste di investigatore solitario, senza Groucho, la sua futura spalla comica.
Ma l’Inghilterra appariva già allora più adatta al genere horror per via delle sue antiche tradizioni: in più, in America c’era già Martin Mystère, serie di fumetti italiana edita anch’essa da Bonelli.

Così per l’ambientazione Sclavi scelse la città di Londra, dove un investigatore sarebbe in realtà divenuto un indagatore dell’incubo e avrebbe avuto il nome di Dylan Dog: le sue fattezze fisiche sarebbero state similari a quelle dell’attore Rupert Everett e il personaggio avrebbe avuto una trentina d’anni circa.

Non fumatore ma astemio: nessun vizio apparente, se non quello di avere un passato da alcolista.

Blocco del lettore

Groucho è il nome dell’assistente di Dylan Dog, sosia dell’attore Groucho Marx, personaggio alquanto particolare: perennemente al fianco di Dog, uomo dalla lealtà ferrea e dalla (pessima) battuta facile.

L’esordio in edicola

Dyla Dog uscì in edicola a fine settembre del 1986: l’esordio fu un totale fiasco.
Solo qualche settimana dopo arrivò la telefonata dal distributore:

“È un boom, praticamente esaurito, forse dovremo ristamparlo”

In pochi anni Dylan Dog diventò un best seller.
Nel 1990 Sclavi vinse il Premio Yellow Kid come migliore autore.

Nel 1991 Dylan Dog arrivò a superare Tex come numero di copie vendute con il n. 69 della serie, intitolato “Caccia alle streghe“.

Su Amazon questo numero di Dylan Dog lo trovate qui:

Dylan Dog: 5 motivi per cui i fumetti aiutano a superare il blocco del lettore

Ma veniamo ora al sodo.

Dopo questo spiegone sui fumetti e sul genere, sarebbe ora interessante vedere, in concreto, in che modo ci possono aiutare quando ci ritroviamo in quei periodi bui, senza avere la minima voglia di aprire un libro per leggerlo.

In che modo, quindi, i fumetti possono aiutare a superare il blocco del lettore?

Blocco del lettore

1. La formula “immagini – testo“.

Se l’unico momento della giornata che potete dedicare alla lettura è alla sera, o a tarda notte, quando la mente è sfinita dalla giornata appena trascorsa, diciamo che leggere un testo accompagnato da immagini aiuta molto.

Principalmente aiuta perché ciò che viene descritto nel testo tu lo vedi già rappresentato dalle immagini e non devi quindi fare l’ulteriore sforzo mentale di immaginartelo tu. In questo modo, ti sarà più facile andare avanti con la lettura e superare l’ostacolo del blocco del lettore.

2. La serialità.

Parliamo di un personaggio che alimenta la sua storia in una serie di numeri che, puntualmente, tutti i mesi potete trovare in edicola. In pratica, la sua storia è inesauribile (in questo momento, ad esempio, io sto leggendo il Dylan Dog n. 415).

Una storia inesauribile ma mai noiosa: si snoda attraverso varie vicende, peripezie del protagonista, relazioni (pericolose e non) e incontri con altri personaggi.

Così facendo, numero dogo numero, vi tiene perennemente attaccati alla storia, con il desiderio di sapere cosa succederà dopo.
Potremmo dire che questo è un altro modo per ingannare il blocco del lettore: la curiosità di voler a tutti i costi sapere cosa verrà dopo.

Blocco del lettore

3. La brevità del racconto.

Anche questo è un punto a favore per chi soffre di blocco del lettore o, come me, ha problemi di concentrazione quando legge.
Prendendo sempre ad esempio Dylan Dog, i suoi numeri, infatti, sono composti perlopiù da 100 pagine circa.

Per questo è una lettura “facile”, piacevole (ovviamente, se vi piace il genere) e non richiede l’impiego di moltissimo tempo e concentrazione.

Forse all’inizio vi sembrerà strano, soprattutto se non vi siete mai approcciati ad un fumetto: credo che questo succeda per via del fatto che molti lo considerano un genere di nicchia, solo per pochi.

Io non l’ho visto assolutamente così: quando mi si è trovata davanti l’occasione l’ho colta e ho scoperto un mondo nuovo e assolutamente interessante sotto molti punti di vista!

4. L’appuntamento in edicola.

Come ho già anticipato prima, ogni mese in edicola potete trovare il numero del fumetto che vi interessa. Questo in effetti stimola ancora di più alla lettura, perché presuppone che ci sia un seguito e quindi stimola una curiosità nel voler scoprire cosa accadrà in quel numero e in quello dopo ancora.

A me, personalmente, incuriosisce molto anche il sapere cos’è accaduto prima, nei primissimi numeri. Questo perché io ho iniziato a leggerlo dopo moltissimi anni che era già in circolazione.

5. Le storie inedite

Ma non tutti i mesi sono uguali.
In effetti, l’appuntamento, per quanto riguarda i fumetti, non comprende solo l’uscita del numero, ogni mese.

Comprende anche molte curiosità storie inedite, che spezzano la monotonia.
Ammesso che ci sia.

Per Dylan Dog, ad esempio, c’è l’appuntamento con il numero bimestrale, che comprende, di solito, due storie inedite.
Poi, il Dylan Dog Magazine, che esce ogni anno nel mese di marzo.
Poi c’è il Color Fest, ovvero il fumetto a colori, che è trimestrale.

Blocco del lettore

Insomma, ce n’è davvero di tutti i gusti per non annoiarsi mai.
E per non smettere mai di leggere.

I fumetti sono divenuti il mio modo personale per affrontare il blocco del lettore.
E il tuo qual è?

Martina Vaggi

Photo credit: Pexels e Pixabay.
Le foto dei fumetti di Dylan Dog e Zagor appartengono al blog.

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